I Nolfo

UNA FAMIGLIA DI ARTISTI TRAPANESI

 NOLFO. Questo cognome rappresenta tre generazioni artisti che tanto e bene diedero alla nostra processione. A Domenico detto il Vecchio, Mondello attribuisce la paternità della ” Caduta al Cedron “, malgrado il Ferro l’attribuisca invece al figlio Antonio e studi successivi addirittura al nipote di Domenico, Francesco.E’ certo invece che fu Antonio NOLFO, ( Trapani 1696 – 1784 )l’autore del gruppo ” La Coronazione di spine ” e secondo alcuni studiosi anche del Cristo dell'” Urna “oltre che di numerose altre statue in legno dedicate alla Madonna di Trapani..Secondo quando scrive lo studioso Fogalli “entrato egli nel sentiero della conoscenza dell’arte, Apprese presto , dunque, attraverso l’esempio paterno e i principi dell’arte , proponendosi cosi di superare il padre .” Nel 1721 sposò nella chiesa di S. Pietro di Trapani Ignazia De Luca , dalla quale ebbe cinque figli : Michele , Domenico , Francesco , Giacoma e Antonia . Domenico e Francesco si dedicarono insieme a lui alla scultura . La tradizione attribuisce all’artista numerose sculture in legno, quali : la statua di S.Elia nella chiesa dell’Annunziata; il S. Giuseppe nella chiesa del Carminello; il S. Michele che veniva portato in processione nel monastero di S. Andrea ( in via S. Pietro e oggi non più esistente); il S. Antonio nella chiesa di Santa Maria di Gesù, il S. Nicola da Tolentino nel convento di S. Agostino (anche questo non più esistente); un Cristo con sua Madre sito nella chiesa della Compagnia di Gesù e Maria, accanto alla porta marinara detta del Serisso; la “colossale” statua in legno raffigurante il Beato Bernardo da Corleone e presente nella residenza del cav. Ferro , appartenente a Bernardo di Ferro Chiesa dei Cappuccini di Sciacca , le teste dei serafini delle cappelle di S. Domenico e di Santa Caterina nella Badia Nnuova ed alcune statue riproducenti il simulacro della Madonna di Trapani eseguite insieme al figlio Franceso. Di esse una realizzata in avorio, venne inviata a Napoli,un’altra a Ribera , e una terza fu eseguita per la Chiesa Madre di Favarotta per la somma di 20 onze . Domenico detto Il Giovane ( Trapani 1730 – 1800 o 1801) . Nacque nel quartiere di S: Nicolò il 14 Dicembre 1730, seguì le orme paterne nella scultura e nell’architettura a Trapani dove visse oltre che come scultore anche come mobiliere e con la rendita di alcuni terreni. Dalle notizie riportate dal Serraino si ricava che nel 1753 sposò Francesca Corso nella chiesa di S. Pietro e che abitava di fronte l’antica chiesa di S. Agostino ; lo studioso aggiunge inoltre che fu proprietario di terreni nei pressi di Pacco e Nubia e che esercitò anche l’attività di mobiliere impegnandosi il 29 Luglio 1765 a spedire letti in legno al distaccamento militare di Mazara. Realizzò parecchie statue in legno e di marmo e tra queste degne di nota sono le raffigurazioni di S. Giuseppe col bambino nella chiesa dell’Annunziata di Trapani, il Sant’ Alberto rivestito d’argento, nella chiesa del santo omonimo, San Giovanni Battista, Maria SS. di Trapani e Sant’Alberto nella facciata del Palazzo Cavarretta, S.Antonio nella Chiesa dell’Itria e di un presepio nella Cattedrale. La data di morte dell’artista non è mai stata conosciuta con certezza.Francesco (Trapani 1741-1809 ), da quanto risulta dalle fonti si formò inizialmente nella bottega del padre e del fratello osservando le opere di questi ultimi ed eseguì, secondo il Di Ferro, i primi lavori in avorio.Si trasferì a Napoli dove completò la sua formazione lavorando nella bottega del concittadino, lo scultore Nicolò Pecorella, eccellendo nella realizzazione di statue in avorio raffiguranti Maria SS. di Trapani e successivamente si recò a Roma ed espose i suoi crocifissi in avorio, ottenendo grande successo. Tornato nella sua città natale, tenne bottega nella “cantoria” della “Loggia”, continuò nell’arte dell’avorio ma si dedicò anche alla realizzazione di pregevoli sculture in legno quali un’ Addolorata nella Chiesa del Carmine e poi nel deposito della Curia vescovile, la Pietà nella chiesa di San Pietro ed una Madonna di Trapani, eseguita per l’antica chiesa di S. Giovanni Filippi (sita in via Liberta e non più esistente)oggi nella chiesa di San Nicola, un’ altra Madonna di Trapani sempre per la chiesa di san Nicola, nonché numerosi presepi. Il Mondello infatti, accenna ad alcuni angeli per i quali l’artista pare ispirarsi alle sculture di Lorenzo Bernini , che avrebbe visto a Roma. Bisognoso di ritirarsi in solitudine per meditare sulla grandezza divina , nel 1791 entrò a fare parte della congregazione di S. Filippo Neri e decise di lavorare essenzialmente per la chiesa filippina di S. Giovanni , sede della confraternita. Franceso Nolfo mori il 25 Settembre del 1809.